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Comunicati stampa , VENERDÌ 9 DICEMBRE IN CATTEDRALE A UDINE

L'ARCIDIOCESI RICORDA MONS. GIUSEPPE NOGARA

Fu arcivescovo di Udine dal 1928 al 1955. La sua figura sarà ricordata a 50 anni dalla sua morte dal prof. Elpidio Ellero.


Venerdì 9 dicembre, alle ore 19 nella cattedrale di Udine, viene commemorato con una Messa, presieduta dall'arcivescovo mons. Pietro Brollo, il 50° della morte di mons. Giuseppe Nogara, arcivescovo di Udine dal 1928 al 1955. Era proprio il 9 dicembre 1955 quando mons. Nogara chiudeva la sua vita terrena concludendo anche il suo lungo episcopato al servizio della Chiesa udinese in anni importanti e delicati. Al prof. Elpidio Ellero spetterà la commemorazione ufficiale. 'L'attività pastorale di mons. Giuseppe Nogara, lunga ben 27 anni, ha abbracciato i momenti storici più difficili che, con la rotta di Caporetto, la giovane Italia unificata aveva fino ad allora vissuto - scrive nella relazione che pronuncerà in Cattedrale il prof. Ellero ' E per nulla facili furono anche gli anni del suo governo pastorale. Chiamandosi fedele servitore del Papa e della Chiesa, ha traghettato la Chiesa udinese in un momento storico controverso e difficile, lavorando in profondità nell'unico spazio concesso ' l'Azione Cattolica ' nella quale forgiò cristiani autentici, prestandone poi alcuni alla politica, nella quale essi hanno lavorato con grande idealità e lontani da compromessi interessati'. Dunque anni difficili, quelli vissuti a Udine da mons. Nogara, segnati dall'ascesa della dittatura fascista, dai Patti Lateranensi, dalla seconda guerra mondiale, dalla guerra civile e dall'invasione tedesca, dall'immediato dopoguerra in un Friuli spalla a spalla con la Jugoslavia comunista. 'Dopo 10 anni di governo dell'arcidiocesi, quasi tre visite pastorali e decine e decine di incontri collettivi con i sacerdoti, clero e fedeli avevano imparato a conoscere ed apprezzare la strada che mons. Nogara stava coerentemente percorrendo ' si legge ancora nella relazione del prof. Ellero nel capitolo che descrive le linee pastorali fino al 1939 - : rimarcare ciò che unisce, rispettare la persona, ascoltarla e poi decidere, anche in presenza di errori evidenti. E nei momenti storicamente difficili dei rapporti tra il clero ed il fascismo, ai sacerdoti era chiaro da che parte stava mons. Nogara'. In sintesi si può dire che la posizione verso il fascismo di mons. Nogara conobbe diverse fasi: da quella iniziale molto fredda e distaccata a quella più obbediente alle concilianti direttive della Santa sede dopo la stipula dei Patti Lateranensi. 'Nei momenti della lotta fratricida e delle ritorsioni ha pregato, mediato ed alzato la voce. Ai suoi fedeli, travolti dalla guerra e da eventi ai quali pagarono prezzi elevatissimi, mons. Nogara ha offerto sul campo del dolore la propria presenza, il proprio conforto e le proprie lacrime, Nel clero, con l'insegnamento, la discrezione, la capacità di ascolto e la comprensione, ma senza abdicare al proprio ruolo ha creato la coscienza che solo uniti, vescovo e presbiterio, possono dare autentica testimonianza di Chiesa profetica'. Mons. Giuseppe Nogara nacque nel 1872 a Bellano (CO); ordinato sacerdote nel 1895 insegnò Filosofia e Sacra Scrittura a Milano. Qui conobbe il direttore della Biblioteca Ambrosiana, mons. Achille Ratti, il futuro Pio XI e incontrò e collaborò con don Angelo Roncalli, il futuro papa Giovanni XXIII. Chiamato a Roma da Pio XI, nel 1922 assunse la carica di Segretario della Congregazione 'de Propaganda Fide'. Nel gennaio del 1928 fu eletto arcivescovo di Udine. Venerdì 9 dicembre in Cattedrale a Udine ad animare la liturgia presieduta dall'arcivescovo, mons. Pietro Brollo, saranno oltre 150 Pueri cantores. Fu infatti mons. Nogara ad incoraggiare i «gruppi ceciliani» di ragazzi cantori.



07/12/2005 Grazia Fuccaro